Primo viaggio solitario in centro America. Dopo infinite peripezie atterro all’aeroporto internazionale di Tocumen. Forse sopraffatto dalla stanchezza di un viaggio intercontinentale Il nuovo terminal 2 mi appare con un’atmofera spettrale . Raggiungo il centro di Panama city (Casco Viejo) tramite metro. L’apparente ricchezza della città mi appare dalla terrazza. Ho la sensazione di essere a New York con i grattaceli che si aprono sull’oceano. L’atmosfera è di festa ma necessito di riposo. Il giorno dopo percorro le vie del casco con una guida locale. Percepisco come Panama sia stato uno snodo fondamentale per i conquistadores e una terra contesa recentemente per il prezioso canale che connette Atlantico e Pacifico. Dopo la scoperta dell’America è stata infatti base per l’attacco ad uno dei grandi imperi precolombiani; il florido impero Inca. La città è poi rimasta in balia del pirata Morgan nel 1600. Bruciata e distrutta Panama è stata ricostruita a ovest nell’attuale casco. Il Casco è una lingua di terra circolare circondata da scogli e dominata dal monte Ancon che ha una vista privilegia della città. Questa nuova configurazione permetteva alla città una miglior difesa. Entrata a far parte dello stato colombiano guadagna l’indipendenza nel 1903 spalleggiata dagli Stati Uniti d’America interessati a proseguire l’opera di costruzione del canale di Panama iniziata dai francesi. Ottenuto un grande successo a Suez i francesi si cimentarono infatti nella realizazione del canale di Panama. I costi in termini di vite umane furono ingenti soprattutto a causa della malaria. Miglior successo ebbero gli statunitensi che mantennero il possesso del canale fino al 1999. La sua “conquista” fu tuttavia un altro evento tragico nella storia del piccolo stato centroamericano. A seguito dell’ammaino della bandiera panamense da parte degli statunitensi vi fu una rivolta dove più di 20 studenti e quattro militari americani morirono. A seguito dell’incidente diplomatico si avviarono i colloqui per la cessione del canale a Panama. Nel 1999 gli americani abbandonarono Panama. Il giorno dei martiri è tutt’oggi celebrato. Il lutto è talmente sentito che nei locali non viene servito alcol per rispetto delle vittime. La zona “americana” si presenta oggi come luogo perfetto per allenarsi e passaggere nella natura. Consigliato un mini tracking sulla cima del monte Ancon dove è visibile tutto il canale di Paname. Casco(centro storico) oggi si presenta come una quartire molto turisco con case in stile coloniale. Recentemente ricostruito il barrio si presta a numerosi investimenti; Gli edifici rimasti decadenti sono occupati abusivamente dai poveri. Emblematica una famiglia che occupa il piano terreno a vista sulla strada a due passi dalla piazza principale. La sensazione di povertà si percepisce sulle strade nei dintorni di piazza cinco de majo. D’impatto è anche il grande viale che collega la piazza al mercato dei pescatori. Qui la strada è piena di barbieri, che situati sotto baracche, muniti di sedia e rasoio curano lo stile panamense. La lunga strada si apre verso il mercato del pesce. E’ nei mercati che si respira il ritmo della vita locale. Innumerevoli quantità di pesci popolano le bancarelle. La gente rumoreggia e i pellicani attirati da facili prede, come avvoltoi, popolano i corrimani del mercato. Il cevice è d’obligo. Un cockteil misto di pesce fresco e una balboa (birra locale) rendono ancor più magica l’atmosfera (andate nel chioschetto vicino al mercato dove lo street food è protagonista assoluto) e non ristorante a fianco. Tornato tra le vie del centro faccio tappa per uno tra i tanti bar inn del centro. Il Marzola Parrilla Argentina è un locale contenente oggetti retrò e sovrappopolato di oggetti relique e santini che mi fa sentire in Sud America. I margarita e l’ambiente sono il mix perfetto per godersi l’aperitivo. La vita del casco esplode la notte dove molte terrazze ospitano musica commerciale. Mi aspettavo più regeton e salsa che trovo a capodanno quando anche i local si riversano per le terrazze. Il centro è molto turistico. Uno specchio della reale vita panamense si ha però percorrendo la strada per andare alla stazione dove da case improbabili sbuca gente, i rifiuti cingono la strada e figure losche appaiono nei vicoli. Data la storia e le apprezzabili viste la città merita una fugace visita sopratutto per gli amanti della movida.
Fonti consultate : Lonely Planet Wikipedia