Bocas del Toro

Provincia panamense avente come capoluogo l’omonima cità è famosa per l’incantevole arcipelagolo che si trova al confine con la Costa Rica. A lungo contesa la provincia si è popolata grazie agli investimenti della Chiquita. Bocas è raggiungibile per via aerea o via terra. Il viaggio da Panama City è lunghissimo e i pulman molto scomodi. Dopo 11 ore di viaggio si giunge a Almirante dove si viene caricati da un taxi boat per raggiungere isla Colon sede del capoluogo Bocas del Tore. Oltre a Colon le isole più importanti sono Bastimentos, Solerte e Cristobal. Proprio qui giuse Cristoforo Colombo durante i suoi viaggi e l’appellativo di alcune isole è frutto della fantasia dell’italiano. Bocas appare come una lunga via polverosa dove ristoranti bar e hotel si affollano. Centro della vita notturna isla Colon è sede di grandi feste come il filthy friday dove le danze iniziano prima di pranzo su isla colon e si muovono verso le altre isole per poi terminare a Bocas. La città permette di confrontare le varie escursioni e organizzare al meglio il proprio tempo a bocas. Tuttavia l’isla colon non è solo Bocas. Muovendosi via Bus si possono raggiungere spiagge come Bluff, metà ambita dai surfisti dove onde molto pericolose si sussegguono una vicino all’altra, o la corallina. Spostandosi di fronte troviamo l’isola Carenero sede di indimenticabili aperitivi all’aqua lounge o di primi approcci al surf. Spostandosi verso Bastimentos infatti si trovano due buoni spot “Black Rock” e “Big Rock”. Qui le onde si generano a causa di coralli profondi che rendono il surf ideale per principianti. Dal Coquitos Beach bar osservare le palifitte in mezzo al mare permette di rilassarsi con in mano un buon margarita dopo un pomeriggio di onde. E’ muovendosi a Bastimentos che si trova la pace. L’isola è immersa nelle mangrovie e giganteschi alberi. Si trovano anche felci e arbusti. E’ il regno della natura, ci si imbatte in rane rosse di dimensioni (20mm) minuscole e velenose a causa della loro dieta. Red frog beach è il loro regno. Vi sono poi numerosi bradipi che assumuno pose improbabili su alberi ridotti a rami da questi ultimi. Il mare qui è “cattivo” la corrente spinge molto non essendo l’isola protetta. Polo beach è piena di canion e lo snorkeling è magnifico tra le insenature immerse a pochi cm. Sono rimasto stupito dalla forza della corrente. Nonostante l’acqua non sia alta più di 1m il ritorno a riva è stato complesso. La spiaggia è davvero minimal e le persone si contano sulle dita di una mano. Polo, un indigeno a cui la spiaggia deve il nome, da il benvenuto ai sui ospiti e smercia noci di cocco ai turisti. Camminando per l’isola nonostante la presenza umana sia molto risicata si notano dimore paradisiache e golf car che animano le poche vie battute. Perdersi nella giungla la notte non è consigliabile; meglio godersi il selenzio e il rumore del mare o festeggiare tutta la notte in isla Colon e tornare all’alba. Per chi ama la pace Isla solerte con il bellissimo Bambuda Hostel è un must. L’ostello si trova a picco sul mare ed è collegato a questo da un emozionante scivolo. Il clima di relax totale ti permette di immergerti nella lettura. Anche qui è possibile effettuare un escursione nella giungla e raggiungere l’altra parte dell’isola. Attenzione però al terreno. Date le numerose piogge il fango è protagonista assoluto del tragitto. Alberi di 30 -40 m ti circondano e si trovano frutti come la maracuja. D’obbligo è un tramonto sulle rete sospesa vista oceano dove una panta aperta a raggera rende unico il panorama. Lo spicy margarita e la buona compagnia internazionale fanno il resto. L’arcipelago ha quindi molte sfaccettature e la sue poliedricità lo rende appetibile a tutti. Vi è anche la possibilità di effettuare immersioni, non ho invece notato barche a vela. Altre escursioni permettono di visistare le isole più remote come isola Zapatilla riserva naturale e luogo ideale per osservare le tartarughe marine duranti i mesi di agosto e settembre in cui avviane la schuisa delle uova. Ho visitato l’isola però sinceramente non mi ha dato particoli emozioni, forse condizionato dal tempo incerto e dal vento forte che ci ha investito. Nonostante i numerosi giorni il tempo in Bocas per gli amanti del mare è sempre insuffciente. Tornare dal paradiso alla realtà è doloroso e di ritorno a Panama City una lacrima fa capolino sul mio volto.

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