Messico City

E’ lo stereotipo della metropoli sud americane. Spesso sede di episodi di violenza cela una storia non trascurabile. Posizionata in una conca questa era originariamente circondata da un lago e fondata nel XIV secolo dai mexica e aztechi, civiltà mesoamericane che avevano lasciato la storica “capitale” Teotihuàcan. Lo spettacolo dall’aereo è incredibile. Sembra di osservare un cielo incontaminato pieno di stelle. Ok ci siamo. Pronti all’avventura. E’ notte quando atterriamo e siamo inghiottiti dalla desolazione del centro storico. La strada è spettrale, un taxista ci accompagna sotto la porta del nostro ostello. Ancora sballati dal fuso ci alziamo di buona lena e ci godiamo una colazione in terrazza. Frittata con fagioli messicani è il mio benvenuto in Messico. La terrazza si apre sulla città. Il panorama è simile quello di Atene dove ci si affaccia a terrazze abbastanza fatiscenti. Siamo pronti per fare il giro dei mercati. Si inizia con il mercato Jamaica. Il luogo è uno spettaccolo agli occhi e all’olfatto. Qui si raggruppano le specialità floreali di tutto il messico. Matrimoni, funerali e ricorrenze; fiori per ogni occasione. E’ già ora di pranzo e passiamo per il mercato si San Juan. Macellai, pescivendoli, prove di coraggio, schiamazzi generano un clima di “mercato”. La gente si esibisce in prove di coraggio come passarsi ragni (fidatevi grossi quasi come le mie mani) da un braccio all’altro o indossare serpenti. Mi vengono offerte delle chapulines(cavallette) fritte e ne assaggio una. Il sapore è disgustoso, intenso e leggermente croccante, direi quasi viscido. Mi lascia una sensazione strana che cerco di cambiare mangiando un hamburger di coccodrillo. La carne è bianca e poco saporita. Il mercato è lo scenario che mi permette quindi di fare conoscenza di due “simboli”, le chapulines e il coccodrillo, che saranno ricorrenti nel mio viaggio(spoiler). Raggiungiamo poi un altro mercato specializzato più sull’artigianato. Vi sono tessuti, vestiti tipici messicani e teschi che ricorrono per la festa de los muertos. Il pomeriggio ci lascia il tempo per visitare un pò la città. La piazza principale è plaza delle costituzion che mi si presenta in modo meno scenografico essendo transennata da una manifestazione che copre l’enorme pavimentazione squadrata. Andiamo poi verso piazza Garibaldi, famosa per le esibizioni dei mariachi. E’ un flop, la piazza è un cantiere e si presenta con fondo molto disassato e case fatiscenti. Ci sono alcuni mariaci in attesa di turisti e pochissima gente. Atmosfera percepita nulla. Deciamo pertanto di entrare in un posto molto particolare la Pulqueria Duelistas. Qui i colori la fanno da padrone. Divinità sono rappresentate e il rosso si amalgama con il verde. Il suono del jukebox ci accoglie e ci sediamo a dei banconi in metallo (forse l’unica nota stonata). Beviamo il Pulque bevanda consumata dagli idei delle popolazioni preispaniche. Ottenuta dalla fermentazione dell’agave si presenta bianca come il latte e dal sapore dolciasto. Solitamente è mixato con aromi come il cacao, la cannella o il piccante. Sorseggiamo la bevanda e incrociamo lo sguardo di tipi loschi; si deve essere un posto molto local. E’ sicuramente una tappa da fare. Passiamo accanto all’edificio delle belle arti con il suo cupolone. Probabilmente l’edificio merita una vista anche per i profani della pittura come me. Qui si trovano dipinti dei murales di Diego Rivera, lui una delle figure artistiche più conosciute del Messico. Nel libro una biografia di Frida mi innamoro follemente della storia d’amore di questi due personaggi stravaganti. Scandalosi e coraggiosi hanno dato spazio a storie poliamorose sdoganando la bisessualità(Frida) e ridicolizzando capitalisti come Rockfeller. Diego ha infatti ritratto Lenin nel rockfeller center “casa del capitalismo” mentre celebri sono le avventure bisessuali in cui si cimenta Frida nel tentativo vano di dimenticare i tradimenti di Diego. L’arte impegnata politicamente (Diego) e l’arte dei sentimenti e dell’espressività(Frida) li rendono due giganti della storia moderna messicana. Meta di pellegrinaggio degli amanti di Frida è Coyacan quartiere dove lei ha vissuto e dove personalità artistiche e poliche(Trosky ospitato da Frida) sono passate. Purtroppo non ho avuto la possibilità di respirare l’aria bohemien di uno dei quartieri più famosi di Città del Messico. Altra meta vicina e conosciuta è Teotihuàcan, nata diversi secoli prima di cristo la città mantiene intatti i templi mesoamericani. Abbiamo deciso di tralasciarli avendo in calendario altre rovine mesoamericane. All’apperenza città trasandata e caotica cela ai più storie e personalità da conoscere. Andate oltre l’apparenza e immergetevi nella storia di questa città documentandovi e leggendo.

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