Pronunci Yucatan e pensi mare ma, forse ci si può ricredere. Verso il Belize esiste infatti una laguna caratterizzata da acque spendenti e turismo ancora incontaminato. La presenza di alcune lumache di mare danno all’acqua di Bacalar un particolare colore cristallino che vi sorprenderà appena arrivati. Ecosistema fondamentale per lo sviluppo di questo turismo che proprio con il covid ha vissuto la piaga degli uragani che hanno reso l’acqua torbida e fangosa. Le piccole lumache di mare hanno però sistemato lo status quo salvando la laguna e il suo valore commerciale. Stanchi dei lunghi viaggi nottorni Bacalar è punto perfetto di ristoro; la leggenda narra che qui i pirati facevano tappa per rifocillarsi e aggiustare le proprie navi. Sole e cocktail ghiacciati sono pertanto gli ingredienti di questo soggiorno. Per la serata invece Bacal offre ancora alcuni locali autentici e un clima piuttosto rilassato. L’entree è musica dal vivo stile latin pop. Dopo un ruhm al galeon pirata è invece tempo della salsa. Sono un pò deluso perchè la Catrina è solo un manipolo di turisti che si improvvisano nella salsa. Non resta che tornare a letto per affrontare il giorno seguente. Nonostante il sole dirompente affitto una bici e raggiungo il Cenotes Azul. E’ il mio primo incontro con un “Cenotes”. Queste sono aperture nel terreno che formano piscine o grotte. La penisola dello Yucatan era infatti inizialmente sommersa ma durante l’issarsi di questa i ghiacciai presenti in superficie hanno scavato queste enormi pozzi profondi anche centinaia di metri che si aprano in superficie. La mia delusione è palpabile. Aspettandomi una grotta mi trovo invece difronte ad una pozza d’acqua. Essendo poi i Messeccani non abili nuotatori sono pure costretto a indossare il salvagente quasi dovessi venire inghiottito dalla macchina nera che ho di fronte. Mi rilasso osservando la gente trascorrere la domenica. Riprendendo la mia bici e percorro i saliscendi prossimi al lago. Fuori Bacalar la sensazione è di essere in USA. Le case povere fanno spazio a immense ville e Beach Club. Con altrettanta disapprovazione scopro che l’accesso alle spiagge è spesso vincolato alle tariffe di centri balneari o addirittura inaccessibili. Una delle poche spiagge pubbliche si trova a Bacalar dove i local si affollano su passerelle galleggianti e con pochissimo spazio dal vicino. La laguna si presta per gite in barca e in particolare al canale dei pirati via di comunicazione e scambio commerciale in antichità. Il bilancio di un ristoro a bacalar è sicuramente positivo, qui gli occhi si perdono nelle mille sfumature di blu e azzurro. Resta l’ombra però del “Dio denaro” che si sta diffondendo. I resort e gli hotel stellati crescono di anno in anno e il gusto autentico e piratesco che si respira in alcuna locali si sta per sempre contaminando.
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