Bilbao – Città ruggente

Unica tappa nei paesi Baschi. Noti per la durezza del loro popolo sbarco in terra basca in punta di piedi… Sarà la solita spagna? La via che mi porta verso l’ostello è affollata e sono accolto in pieno agosto da “All I want for Christmas is you”. L’aria di Spagna si sente e il tempo, qui spesso piovoso e intransigente, è radioso e caldo. La prima Bilbao che ho modo di conoscere è quella della notte. E’ già ora di cena ma in Spagna i ritmi sono lenti e la notte è lunga. Faccio le prime conoscenze e organizzo un giro di tapas. Plaza nueva è la piccola copia di Plaza Majors di Madrid e il clima focoso e festaiolo mi fa sentire come un toro ad una corrida. La piazza è piena di Bar di Pinchos. Concetto molto importante qui, i pinchos sono fondamentalmente degli stuzzichini che a differenza delle classiche tapas hanno un palito (stuzzicadenti) che tiene unito il ripieno alla bruschetta. Per noi “eretici” e per gli spagnoli sono la stregua delle tapas ma… non ditelo ai baschi. Il pesce, le acciughe i gamberi e il polipo sono le farciture più succulente e tipiche. Il tutto accompagnato da un tinto de Verano o una Cerveca. Il bere degli spagnoli è molto semplice, una birra o appunto tinto de varano ovvero vino rosso soda e limone il tutto servito con ghiaccio. Per noi Italiani o per i cugini francesi è una volgarità ma quando si va di tapas mi sento iberico fino al midollo e trangugio tinto de Verano a volotà. La piazza è vivace e i locali pieni di banconi vivi che si animano e accolgono la gente che consuma principalmente in piedi dando modo di socializzare e fare conoscenze. Conosciamo gente da tutta Spagna e il vino scorre, ma, è un’ubriachezza gioiosa. L’orda di gente ci trascina poi per via Barenkale nel casco Viejo. Il brusio è assordante, nei locali si entra e si esce liberamente. Tra la gente e i bar si respira aria di libertà e modernità. Bibao è tra i manifesti di questa mentalità, città prevalentemente di sinistra è spesso sede di proteste e manifestazioni politicamente impegnate. Piena di caffè, sedi di dibatti politici, la città ha un’anima e connotati marcati. Ha un cuore pulsante e questa sua anima mi piace assai. Dopo aver scoperto la città notturna sono curioso di conoscerla di giorno. Alla luce del sole non sembra una città molto interessante a livello “estetico”. Sicuramente è fervente anche dal punto di vista dell’arte moderna e dell’architettura. Il Guggenheim e il ponte di Calatrava sono sicuramente i manifesti di questo spirito artistico e architettonico. Per gli amanti della storia invece lo spazio è ristretto. Nata solo in epoca medievale acquisisce importanza per i vasti giacimenti di carbone e per la posizione sul golfo di Biscaglia. Il rosone che si incontra all’ingresso della stazione dei treni descrive quest’anima industriale che l’ha resa importante. E’ principalmente un polo di attrazione a livello lavorativo e la gente proveniente dalla regione inizia a cingere la parte “collinare” della città formando una sorta di ghetto. La città sotto il dominio Castilliano e Aragonese ha apie libertà e ciò le permette di costituire un’identità solida e unita. Questa identità viene minata in epoca “recente” dal governo di Franco che impedisce la lingua basca(euskara). E’ da qui che nascono le rivolte e il forte senso di appartenenza che portano oggi ad estremismi e a desideri di indipendenza. E’ un popolo che ha sofferto e il cui dolore l’ha portato ad una cosi fiera lotta. Senso di appartenenza e amore per la propria città che mi si palesa il 17 agosto. Ha inizio la festa Aste Nagusia o Semana grande. E’ una sorta di sagra che dura una settimana dove concerti e fuochi d’artificio si sovrappongono. Vi è infatti un concorso pirotecnico dove le migliori scuole di tutta Europa si confrontano. Non manca il discorso del sindaco della città. Dalla terrazza del teatro aringa la folla in delirio con discorsi libertini e pro Palestina. Il tutto ovviamente in euskero di impossibile comprensione anche per gli spagnoli. La lingua ha un suono quasi asiatico/russo si dice infatti possa discendere dal Georgiano. Le ragioni di una fonia tanto particolare sono però supposizioni o tesi di origine mitologica. Dopo il discorso e lo sparo di un razzo da parte del major la festa può avere inizio. Cortei sfilano con tutta la gente in “dress code”. Foulard bianchi e blu sia dei locali che dei turisti riempiono le strade. Anche noi facciamo parte della coreografia. Purtroppo però anche il tipico clima basco ci tiene a presentarsi e la pioggia scorre incessante mettendo a dura prova il mio spirito festaiolo. Mi arrendo al clima ma la città pur non essendo affascinante dal punto di vista estetico mi lascia una sapore forte e duro. Insomma, Bilbao non è una città che lascia indifferenti o rimane nell’anonimato.

Bilbao – Città ruggente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *