Dopo aver tastato il paradiso a Cozumel ripartiamo per il nostro capolinea: Isla Mujeres. Pareri divergenti e contrastanti tra i viaggiatori ci portano in questa piccola Isola difronte a Cancun senza molte pretese. Già appagati e soddisfatti vedo questa ultima tappa come un plus. Scendiamo all’alba sull’isola e ci troviamo tra le sue viuzze. Nonostante il caldo e la gente la location sembra carina e anche il ristorante mi soddisfa con un huevo a la ranchera. I km percorsi ormai son molti e l’ostello scelto è tra i più rinomati in sud america (il Selina). Non sono amante dello stare in hotel/ostello e godermi i suoi servizi ma il Selina di Cozumel è “rivoluzionario”. Lasciata la reception infatti si entra in una sorta di spiaggia privata dove accanto alla classica piscina si trova un fantastico chinguito e la zona coworking. L’idea dei nomadi digitali che alternano un bagno fresco al lavoro a PC mi fa volare. In questa isola felice non vi sono pero sdraio per prendere il sole ma le amache che connettono palma a palma. Avete capito bene; le palme sono un fiore all’occhiello della struttura e sono presenti nell’area comune e danno ombra e fascino caraibico alla location. Ci lasciamo immergere quindi dall’atmosfera e intervalliamo il bagno a cocktail e attività di gruppo. La sera la città non offre molto. Locali abbastanza turistici e nulla che mi attiri realmente. Vi è una via piena di bar dove per lo più si incontrano americani e gente internazionale. Forse il viaggio avrebbe meritato una serata finale degna dei migliori film ma tant’è. Il di seguente decido di unirmi ad un escursione verso l’isla Contoy. Il viaggio è con una barca a motore modernissima in cui la musica è sparata a palla e a tratti fastidiosa. La gente svaria da ricchi Russi a gente comune. Scendiamo in quest’area protetta bellissima. E’ il tipo paesaggio caraibico con spiaggia finissima e palme dappertutto. Non ho tuttavia la stessa sensazione provata a Cozumel. Probabilmente le dimensioni dell’isola non danno la stessa percezione di spiaggia infinita e la vista di Cancun di rimpetto non mi fa calare nella parte di Robinson Crusoe. C’è però un tasto dolente. Scesi ci rendiamo conto che la sabbia finissima è sollevata dal mare rendendo il fondo poco nitido. L’occhialino sembra superfluo ma nonostante le condizioni la natura mi fa gli ultimi regali. Inizialmente una razza mi sfiora poi un pesce pappagallo mi circonda e numerosi pesci trobetta ci accolgono. La cosa più spettacolare è pero un cucciolo di tartaruga che è riuscito a prendere il largo e a salvarsi dai rapaci e dalle insidie della spiaggia. E piccolo quanto un uovo e si lascia trasportare dalla corrente quasi sembrasse inerme. Il circolo della vita avanza e osservando l’oceano mi sento grato. Pranziamo tra i paguri e siamo pronti per osservare la barriera corallina. Nel bel mezzo del mare ci fanno calare con maschera pinne e boccaglio. E’ la mia prima barriera corallina; forse le aspettative erano troppo alte o forse l’uomo sta mettendo fine a questo spettacolo ma rimango deluso dall’esperienza. I colori ci sono a sprazzi ma molti coralli sono o bianchi (prossimi al fine vita) o morti. Ho tuttavia la possibilità di apprezzare il grande ecosistema che si trova tra le caverne. Numerosi sono i pesci e anche di notevole dimensione. Usciamo in barca dalla magia si sfocia nella festa dove Jo quero chupar diviene ufficialmente la colonna sonora di questo viaggio. Grande rammarico è il non aver partecipato all’escursione dei tiburon baiena. Sono squali di notevoli dimensioni non pericolosi per l’uomo perché si nutrono di vegetali. Il racconto li ha incrociati mi ha fatto rammaricare dell’occasione persa. “E’ come fare un bagno con un gregge di vacche” ; questa è l’immagine che mi è rimasta più impressa dalle parole di un viaggiatore che si è trovato a tu per tu. Il volo però ci attende e i volti i luoghi i mari dove siamo passati ci scorrono nella nostra mente. E’ stata molto più di una vacanza e forse per la prima volta mi sento davvero un viaggiatore, un backpacker insomma. Mmm questo forse no… la mia valigia compagna di mille avventure non è stata per ora sostituita con uno zaino anche se l’evoluzione mi porterà verso lo zaino i spalla e l’essenziale.
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